Maputo, 11 maggio (AIM) — La presenza italiana nel settore sanitario in Kenya sta acquisendo una nuova dimensione, attraverso missioni umanitarie, organizzazioni non governative e iniziative private che mirano ad affrontare le profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure mediche in questo Paese dell’Africa orientale.
In un contesto caratterizzato da carenze strutturali e da una penuria di professionisti sanitari, si moltiplicano i progetti italiani rivolti alle comunità più vulnerabili.
Tra le iniziative in corso, spicca la seconda missione internazionale promossa dall’associazione Let’s Start Again APS, che mira a garantire assistenza medica nelle regioni in cui l’accesso all’assistenza sanitaria rimane estremamente limitato. (Scrive AGI.)
Dopo un primo intervento in India lo scorso novembre, l’organizzazione ha ora inviato un team multidisciplinare in Kenya, con il supporto dell’azienda vinicola italiana Piccini 1882.
La missione si svolge tra Nairobi e Malindi e prevede consulenze specialistiche, test diagnostici, campagne di prevenzione e distribuzione di medicinali, rivolti principalmente a orfani, bambini e popolazioni che vivono in zone isolate.
A capo dell’operazione c’è il dottor Walter Morale, direttore dell’unità di neurologia e diagnostica dell’Assessorato alla Sanità della Provincia di Ragusa, specialista in chirurgia vascolare e consulente medico dell’associazione. Grazie alla sua vasta esperienza nella cooperazione sanitaria internazionale, il dottore promuove un approccio integrato e duraturo.
“Non basta intervenire solo con atti medici isolati. È fondamentale costruire relazioni con le comunità, formare gli operatori locali e creare le condizioni per la continuità dell’assistenza sanitaria”, ha affermato.
Secondo i dati locali, il sistema sanitario pubblico keniota rimane la principale risorsa per circa l’80% della popolazione, nonostante le carenze strutturali. Il Paese si trova ad affrontare una grave carenza di medici, con meno di un medico ogni seimila abitanti, una situazione particolarmente critica nelle aree rurali.
Per Mario Piccini, imprenditore e presidente di Piccini 1882, l’esperienza umanitaria si è rivelata trasformativa.
“Vogliamo contribuire concretamente alla riduzione delle disuguaglianze promuovendo la prevenzione, il benessere e una cultura di responsabilità condivisa”, ha affermato.
Oltre a questa missione, l’azienda italiana sta preparando un altro programma internazionale su larga scala, denominato “Grocche di Speranza”, il cui avvio è previsto per il 2025. Il progetto mira a installare sistemi di purificazione dell’acqua in diversi paesi, garantendo l’accesso all’acqua potabile e a migliori servizi igienico-sanitari per migliaia di persone.
L’associazione Let’s Start Again APS, fondata nel 2020, sviluppa attualmente progetti in oltre 40 paesi tra Europa, Africa, Asia e America Latina, con particolare attenzione ai settori dell’istruzione, della sicurezza alimentare e della salute.
Un’altra organizzazione italiana coinvolta nell’iniziativa umanitaria è la Fondazione Artemisia Lab, legata alla regione Lazio, che ha annunciato la donazione di farmaci pediatrici destinati al trattamento delle malattie oculari infantili in Kenya.
La presidente della fondazione, Mariastella Giorlandino, ha sottolineato l’importanza di investire nella salute dei bambini come mezzo per garantire il futuro delle comunità.
“Salvare la vita dei bambini significa investire direttamente nel futuro di queste popolazioni”, ha affermato.
Imprenditrice e docente universitaria, Giorlandino ha trasformato Artemisia Lab in un punto di riferimento nel settore sanitario privato in Italia, coniugando l’eccellenza clinica con la responsabilità sociale e progetti di solidarietà in collaborazione con istituzioni pubbliche e organizzazioni umanitarie.
Anche la società civile italiana sta rafforzando la sua presenza sul territorio attraverso il progetto “Irpinia for Africa”, promosso dall’organizzazione Imagine to Help APS ETS, con sede ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino.
Attualmente, un team di volontari italiani si trova nella contea di Baringo, in Kenya, dove sta conducendo una vasta campagna gratuita di screening, prevenzione e trattamento delle malattie oculari. Si prevede che l’iniziativa beneficerà circa 500 pazienti ed è il risultato di una stretta collaborazione con gli operatori sanitari locali.
Il progetto gode anche del sostegno finanziario di aziende italiane, tra cui Arredoquattro Industrie, considerata il principale partner dell’operazione.
La cooperazione tra Italia e Kenya nel settore sanitario si configura quindi come un esempio crescente di diplomazia umanitaria, che coinvolge istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile in una strategia comune di solidarietà internazionale, in uno dei settori più sensibili per lo sviluppo africano.
(AIM)